Diverse domande sul battesimo in acqua

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Che cosa è e cosa rappresenta il battesimo in acqua?

Il battesimo in acqua, che noi ministriamo a coloro che hanno creduto perché così ha ordinato doversi fare Gesù Cristo verso coloro che ricevono la sua parola (cfr. Matt. 28:19), è "la richiesta di una buona coscienza fatta a Dio" (1 Piet. 3:21). Ecco perché in colui che ha creduto nel Signore, nel momento in cui sente parlare del battesimo in acqua, nasce il forte desiderio di farsi battezzare e chiede subito di farsi battezzare. Ti ricordi l'eunuco? Ti ricordi come dopo che l'evangelista Filippo gli parlò di Gesù (e ovviamente anche del battesimo in acqua), quando giunsero durante il cammino ad una certa acqua, l'eunuco chiese di essere battezzato? (cfr. Atti 8:26-38) Perché mai fece questa richiesta se non perché sentì subito nella sua coscienza che doveva farsi battezzare per avere una buona coscienza davanti a Dio?

Mediante questo battesimo, il credente testimonia dinnanzi a Dio, agli angeli, e ai santi (come anche dinnanzi al diavolo, ai suoi demoni e ai suoi figliuoli), di essersi ravveduto dai suoi peccati e di avere creduto nel Signore Gesù Cristo, e quindi di avere ottenuto la remissione dei suoi peccati, di essersi riconciliato con Dio. In altre parole, egli annuncia di essere morto al peccato con Cristo, e risorto con Cristo a novità di vita per seguire lui per il resto della sua vita. Questo infatti sta ad indicare l'immersione nell'acqua e la successiva uscita dall'acqua; Paolo spiega questo quando dice ai santi di Roma: "O ignorate voi che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Noi siam dunque stati con lui seppelliti mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita" (Rom. 6:3-4).

Il battesimo è una sorta di segno esteriore attestante la nuova nascita avvenuta nel credente. Detto in altre parole esso è il segno attestante la giustificazione ricevuta dal credente mediante la sua fede in Cristo. Rifacendoci ad una espressione di Paolo da lui usata in relazione al segno della circoncisione ricevuto da Abramo che lui definisce "suggello della giustizia ottenuta per la fede che aveva quando era incirconciso" (Rom. 4:11), possiamo dire che il battesimo è il segno che si riceve quale suggello della giustizia ottenuta mediante la fede quando ancora non si era battezzati in acqua.

Il battesimo si può ministrare anche per aspersione?

No, il battesimo si deve ministrare solo per immersione. La stessa parola greca baptizo significa per altro 'immergere', 'tuffare'. L'eunuco dopo che fu evangelizzato dall'evangelista Filippo fu battezzato e questo battesimo lo ricevette per immersione infatti è scritto: "E cammin facendo, giunsero a una cert'acqua. E l'eunuco disse: Ecco dell'acqua; che impedisce che io sia battezzato? E comandò che il carro si fermasse; e discesero ambedue nell'acqua, Filippo e l'eunuco; e Filippo lo battezzò. E quando furon saliti fuori dell'acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo; e l'eunuco, continuando il suo cammino tutto allegro, non lo vide più" (Atti 8:36-39).

Il battesimo in acqua è facoltativo o obbligatorio?

E' obbligatorio perché Gesù quando ordinò agli apostoli: "Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli" (Matt. 28:19), disse pure subito dopo: "Battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo". Il fatto che ci sia l'ordine di battezzare implicitamente significa che chi ha creduto ha il dovere di farsi battezzare. Quando Anania andò da Saulo gli disse: "Ed ora, che indugi? Levati, e sii battezzato …" (Atti 22:16).

E' mediante il battesimo che si ottiene la remissione dei peccati?

No, non è mediante l'atto del battesimo ma mediante la fede in Cristo (che precede il battesimo) che si ottiene la remissione dei propri peccati. Gesù Cristo infatti quando apparve a Saulo gli disse: "Ma lèvati, e sta' in piè; perché per questo ti sono apparito: per stabilirti ministro e testimone delle cose che tu hai vedute, e di quelle per le quali ti apparirò ancora, liberandoti da questo popolo e dai Gentili, ai quali io ti mando per aprir loro gli occhi, onde si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d'eredità fra i santificati" (Atti 26:16-18). L'apostolo Pietro ha confermato questo dicendo a casa di Cornelio: "Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission de' peccati mediante il suo nome" (Atti 10:43). Come si può ben vedere è mediante la fede nel nome di Gesù Cristo che si riceve la remissione dei peccati.

In che cosa consisteva il battesimo per i morti praticato da alcuni credenti a Corinto secondo che è scritto: "Altrimenti, che faranno quelli che son battezzati per i morti? Se i morti non risuscitano affatto, perché dunque son essi battezzati per loro?" (1 Cor. 15:29)?

Consisteva in un battesimo in acqua compiuto da dei credenti a pro di credenti che erano morti senza di esso, un battesimo vicario dunque. Un battesimo comunque che noi non siamo chiamati a compiere; è vero che Paolo lo cita parlando ai santi di Corinto ma le sue parole non avallano affatto una simile usanza. Le sue parole sul battesimo per i morti avevano solo lo scopo di fare capire ai santi di Corinto, in mezzo ai quali alcuni dicevano che non v'era resurrezione dei morti, che se i morti non resuscitano era contraddittorio che alcuni si facessero battezzare per i morti. In altre parole Paolo volle loro dire che coloro che si facevano battezzare per i morti facevano ciò perché credevano che c'era la resurrezione dei morti altrimenti non lo avrebbero fatto. 

Gesù diede l'ordine di battezzare agli apostoli; ciò significa che solo gli apostoli hanno l'autorità di battezzare?

No, non è così perché il battesimo lo possono ministrare pure dei ministri del Vangelo che non sono apostoli.

Filippo infatti, che era evangelista (cfr. Atti 21:8) e non apostolo, a Samaria battezzò coloro che avevano creduto secondo che è scritto: "Ma quand'ebbero creduto a Filippo che annunziava loro la buona novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo, furon battezzati, uomini e donne. E Simone credette anch'egli; ed essendo stato battezzato, stava sempre con Filippo; e vedendo i miracoli e le gran potenti opere ch'eran fatti, stupiva" (Atti 8:12-13). Filippo battezzò pure l'eunuco (cfr. Atti 8:38).

Anche Anania, non era un apostolo – la Scrittura lo chiama soltanto "un certo discepolo" (Atti 9:10) e "uomo pio secondo la legge" (Atti 22:12) - eppure battezzò Saulo da Tarso (cfr. Atti 9:18).

Può un cristiano nato di nuovo battezzare una persona che ha fatto una genuina esperienza con Gesù anche se non è pastore?

Certo che un Cristiano può battezzare un neoconvertito, anche se non è pastore, perché nella Scrittura abbiamo l'esempio di Filippo, che era un evangelista (cfr. Atti 21:8) e non un pastore o un anziano di Chiesa, che battezzò i Samaritani quando questi credettero alla Buona Novella del Regno di Dio (cfr. Atti 8:12), e l'eunuco quando questi credette e chiese di essere battezzato (cfr. Atti 8:26-38). Ovviamente, questo vale anche nel caso il Cristiano che deve battezzare sia un apostolo, un profeta, un dottore. Per esempio Paolo, che era un apostolo battezzò quei circa dodici discepoli di Efeso (cfr. Atti 19:5). Quando poi negli Atti è scritto che a Corinto molti dei Corinzi udendo Paolo credevano ed erano battezzati (cfr. Atti 18:8), tenendo presente che Paolo battezzò solo Crispo, Gaio e la famiglia di Stefana (cfr. 1 Cor. 1:14-16), dobbiamo ritenere che coloro che battezzarono la maggior parte dei credenti di quella città furono Sila e Timoteo che erano assieme a Paolo e che erano degli apostoli (cfr. Atti 18:5; 1 Tess. 1:1; 2:6); Sila era anche profeta (cfr. Atti 15:32). I credenti di Colosse furono battezzati da Epafra che fu colui che annunciò loro il Vangelo della grazia e che era un ministro di Cristo (cfr. Col. 1:7). Cornelio e quelli di casa sua che si convertirono al Signore dopo avere udito il Vangelo predicatogli dall'apostolo Pietro pare che furono battezzati dai credenti circoncisi che erano andati con Pietro a casa di Cornelio, infatti è scritto che Pietro comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo (cfr. Atti 10:48). Non sappiamo se quei credenti fossero dei conduttori o avessero un ministerio o fossero invece dei semplici credenti che non ricoprivano nessun ufficio nella chiesa e nessun ministerio; comunque nel caso furono loro a battezzare Cornelio e i suoi fu Pietro che era con loro a ordinarglielo.

E se il Cristiano non ricopre nessun ufficio nella Chiesa, cioè nel caso non sia né apostolo, né profeta, né evangelista, né pastore e né dottore, e neppure anziano e diacono? Come si deve comportare? Io ritengo che nel caso le circostanze non permettano altra soluzione che quella che sia lui stesso a battezzare, lo possa fare. Il battesimo sarà comunque valido.

Dico tutto questo perché io sono pienamente persuaso che nella Chiesa dell'Iddio vivente una pecora non può comportarsi come vuole, ma deve sottostare a un ordine, ossia deve essere sottomessa ai suoi conduttori che Dio ha stabilito per la conduzione della Chiesa e quindi anche per ministrare il battesimo in acqua e la cena del Signore. Ripeto, tranne che in circostanze del tutto particolari ed eccezionali, un cristiano deve lasciare che sia uno dei suoi conduttori o un ministro del Vangelo a ministrare il battesimo in acqua.

Per farti un esempio traendolo dalla vita di tutti i giorni, un cittadino italiano può certamente fare le funzioni di un vigile urbano nel caso è costretto a deviare il traffico subito dopo un grave incidente che succede proprio dinnanzi ai suoi occhi, qualcuno deve per forza farlo anche se egli non è un vigile o un poliziotto per mettere un po' d'ordine al traffico, e questo succede alcune volte, ma è evidente che una volta che arrivano i vigili urbani o la polizia stradale, egli si metterà da parte per far fare il lavoro alle persone stabilite dallo Stato a fare questa cosa. Non è che quel cittadino si renderà colpevole mettendosi a fare il vigile o il poliziotto per qualche minuto, perché le circostanze erano del tutto speciali.

I neonati vanno battezzati?

No, perché il battesimo, secondo l'insegnamento biblico, va ministrato a persone che hanno creduto nel Vangelo del nostro Signore Gesù Cristo, secondo che è scritto: "Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato" (Mar. 16:16); il che significa a persone che hanno accettato come veri i seguenti fatti storici cioè che Gesù Cristo è morto sulla croce per i nostri peccati e che il terzo giorno è risuscitato per la nostra giustificazione. Questo è quello che avveniva nella chiesa primitiva secondo che è scritto: "Quelli dunque i quali accettarono la sua parola, furon battezzati" (Atti 2:41), ed anche: "Ma quand'ebbero creduto a Filippo che annunziava loro la buona novella relativa al regno di Dio e al nome di Gesù Cristo, furon battezzati, uomini e donne" (Atti 8:12). E un neonato non ha per nulla la capacità di credere con il suo cuore queste cose.

In tutto il Nuovo Testamento non c'è un solo passo biblico che possa essere preso a favore del battesimo dei neonati, ripeto nessuno. Nel libro degli Atti che racconta la storia della Chiesa primitiva fino a circa l'anno 60, come anche nelle epistole degli apostoli, non c'è nessun riferimento ad una tale pratica. Essa era del tutto sconosciuta agli apostoli e ai discepoli antichi.

La pratica di battezzare i neonati, o meglio di aspergerli di acqua perché di fatto non si tratta neppure di un battesimo in acqua ma di una aspersione di acqua, cominciò ad essere introdotta in seno ai Cristiani quando si cominciò ad attribuire al battesimo il potere di purificare l'essere umano dai suoi peccati, potere che esso non ha perché questo potere lo possiede solo il sangue di Cristo, è solo tramite la fede nel suo sangue che si può ottenere la purificazione dei propri peccati.

Per un ulteriore approfondimento su questo argomento leggi il secondo capitolo del mio libro sulla Chiesa Cattolica Romana, in particolare la sezione dedicata alla confutazione del loro sacramento del battesimo.

E' quando siamo stati battezzati in acqua che abbiamo fatto patto con Dio?

No, non è quando siamo stati battezzati in acqua che abbiamo fatto patto con Dio, ma quando ci siamo ravveduti ed abbiamo creduto nel Figliuolo di Dio, ossia quando siamo stati giustificati mediante la nostra fede. In altre parole, noi abbiamo fatto il patto con Dio nel momento in cui abbiamo ricevuto la circoncisione del cuore, ossia quando abbiamo sperimentato la remissione dei nostri peccati perché questo si deve intendere per circoncisione del cuore. Come infatti la circoncisione della carne sotto l'Antico Patto era il segno del patto tra Dio e gli Israeliti, secondo che disse Dio: "E sarete circoncisi: e questo sarà un segno del patto fra me e voi" (Gen. 17:11), così ora sotto il Nuovo Patto il segno del patto fra Dio e noi è la circoncisione del cuore, che non è una circoncisione fatta da mano d'uomo (come lo era quella fatta sotto la legge) ma una circoncisione fatta da Cristo Gesù, il quale con il suo prezioso sangue ha purgato la nostra coscienza dai peccati che la contaminavano.

Il battesimo quindi, dato che segue la fede, dato che segue la circoncisione del cuore, è un atto esteriore mediante il quale il circonciso nel cuore proclama che egli ha già fatto PATTO con Dio.

Nel nome di chi va ministrato il battesimo in acqua?

Il battesimo in acqua va ministrato nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo perché così ha ordinato Gesù Cristo agli apostoli prima di essere assunto in cielo secondo che è scritto: "Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo" (Matt. 28:19).

Nel nome del Padre perché Lui ha mandato il Figliuolo nel mondo per salvare il mondo; nel nome del Figliuolo perché Lui ha dato se stesso a cagione delle nostre offese ed è risuscitato per la nostra giustificazione; e nel nome dello Spirito Santo perché Egli è Colui che convince il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio, ed è stato sparso nei nostri cuori e mediante di esso gridiamo: ‘Abba, Padre!'.

Caro fratello Giacinto, ti saluto nella pace del Signore. Vorrei farti una domanda semplice, ma contemporaneamente difficile. Quando una persona passa dal Cattolicesimo al "Cristianesimo", deve ribattezzarsi? Molti affermano che non c'è bisogno di ribattezzarsi, perchè si è stati battezzati già una volta; altri affermano che si deve ribattezzare, perchè il vero battesimo è per immersione e si deve compiere il patto quando una persona è capace di intendere e di volere.

Quando un cattolico romano si converte a Cristo deve farsi battezzare per immersione da un ministro del Vangelo nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo. Quello che lui ricevette da bambino quando il prete lo asperse con la cosiddetta acqua santa non fu affatto il battesimo ordinato da Cristo.

Innanzi tutto perchè il battesimo ordinato da Cristo è per coloro che hanno creduto; Gesù Cristo infatti disse: "Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato" (Marco 16:16). Un neonato può avere creduto che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, morto sulla croce per i nostri peccati e risorto dai morti il terzo giorno? Non credo proprio.

In secondo luogo perchè il battesimo ordinato da Cristo è per immersione e non per aspersione, vedi l'esempio dell'eunuco che scese nell'acqua con Filippo l'evangelista e fu da quest'ultimo battezzato (cfr. Atti 8:38). E d'altronde la stessa parola greca ‘baptizo' indica questo fatto. Mentre il prete butta un pò d'acqua sul capo del neonato.

In terzo luogo perchè il cosiddetto battesimo cattolico ha la capacità secondo la dottrina cattolica di togliere i peccati, di cancellarli, a prescindere che sia ministrato a neonati o adulti, e questa è una eresia perchè è solo il sangue di Cristo che cancella i peccati dalla coscienza dell'uomo e questo avviene quando egli si ravvede e crede in Cristo Gesù. Secondo la Scrittura infatti la remissione dei peccati si ottiene quando si crede in Gesù Cristo (cfr. Atti 10:43), cioè quando si crede nel suo sacrificio espiatorio compiuto per noi, per riconciliarci con Dio. E' il sangue di Gesù che purifica da ogni peccato, spiega Giovanni nella sua prima epistola; e non l'acqua del prete.

Butindaro Giacinto


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