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La salvezza - cos'è e come puoi ottenerla -

Ti voglio fare questa semplice domanda: ‘Sei salvato?’ Bada bene che non ti ho chiesto quale religione tu professi, o quante opere buone tu compi, o se ti sei astenuto da peccati quali l’adulterio, o l’omicidio, il furto, o la stregoneria, ma se sei salvato.
Spesso nel parlare alla gente quando faccio loro questa domanda, mi sento rispondere: ‘Be’, io cerco di essere il più buono possibile!’ o ‘Sono una brava e onesta persona, non rubo e non uccido, lavoro e quando posso faccio del bene!’. Con queste loro risposte, queste persone dimostrano di non sapere cosa significa essere salvati.
Altri ancora mi hanno risposto in questa maniera: ‘Per ciò che mi riguarda, io spero di esserlo!’ dimostrando in questa maniera di non essere ancora salvati. Tra questi ci sono sia i Testimoni di Geova che i Cattolici romani. Questa loro risposta non sorprende affatto perchè secondo la dottrina di ambedue queste sètte non si può dire con assoluta certezza di essere salvati, perchè una tale affermazione è una dimostrazione di superbia e presunzione. In altre parole, possono dire di essere salvati solo i presuntuosi e gli arroganti, ma gli umili di cuore non diranno mai una simile cosa!!! Ma le cose, come vedremo fra poco, non stanno affatto così.
Probabilmente tu sei tra quelli che a questa domanda così precisa e chiara, rispondono in una delle maniere qui sopra citate, per cui anche tu sei tra coloro che ancora non sono salvati, e se non sei salvato sei perduto, sì perduto. Sei come una pecora smarrita che vaga senza sapere dove va; che non ha alcuna speranza, nessuna certezza a proposito del dopo la morte. La tua condizione spirituale è miserabile, forse pensi di avere tutto nella vita, una famiglia, un lavoro, la salute, i soldi, gli amici, e che quindi non hai bisogno di nient’altro; certo, dal punto di vista materiale potrai pure avere tutto, ma dal punto di vista spirituale non hai proprio nulla proprio perchè non possiedi la salvezza che permette a chi ce l’ha di vivere per l’eternità nella gloria. Tu sei quindi un miserabile, un povero.
Ora, ti voglio spiegare cosa vuol dire essere salvati e come si può esserlo secondo la Scrittura che è la Parola di Dio.
Essere salvati significa essere stati vivificati, cioè essere stati risuscitati spiritualmente. L’uomo infatti - senza nessuna eccezione - è morto nei suoi peccati perchè il peccato che egli serve lo ricompensa con la morte (cfr. Romani 6:23), per cui egli non ha vita in sè stesso, ed ha bisogno di essere vivificato, e chi è stato vivificato è stato salvato mentre chi non è stato ancora vivificato è ancora perduto. Questo è quello che si evince da queste parole di Paolo ai santi di Efeso: “E voi pure ha vivificati, voi ch’eravate morti ne’ vostri falli e ne’ vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potestà dell’aria, di quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli; nel numero dei quali noi tutti pure, immersi nelle nostre concupiscenze carnali, siamo vissuti altra volta ubbidendo alle voglie della carne e dei pensieri, ed eravamo per natura figliuoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore del quale ci ha amati, anche quand’eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (egli è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere ne’ luoghi celesti in Cristo Gesù, per mostrare nelle età a venire l’immensa ricchezza della sua grazia, nella benignità ch’Egli ha avuta per noi in Cristo Gesù. Poiché gli è per grazia che voi siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non vien da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù d’opere, affinché niuno si glorî” (Efesini 2:1-9). Come puoi vedere, prima Paolo dice a quei credenti che prima essi erano morti nei loro peccati ma Dio li aveva vivificati e risuscitati con Cristo, e questo per mostrare la sua immensa grazia. Per cui egli poi dice a quei credenti che essi erano stati salvati per grazia. Quindi, per salvezza la Bibbia intende una resurrezione spirituale, una resurrezione che si sperimenta per mezzo di Cristo, infatti l’apostolo dice che Dio ci ha mostrato la sua benignità in Cristo. Cosa significa questo? Significa che l’uomo morto nei suoi peccati viene vivificato mediante la sua fede nel Cristo di Dio, e questo perchè è soltanto mediante la fede in Gesù Cristo che si ottiene la remissione dei peccati, la giustificazione. Infatti come la morte spirituale entrò nel mondo per mezzo di un uomo solo, cioè Adamo, anche la resurrezione spirituale è entrata in questo mondo mediante un unico uomo, cioè Gesù Cristo. E’ infatti mediante la sua morte avvenuta sulla croce per i nostri peccati, che la giustificazione che dà vita si è estesa a tutti gli uomini (cfr. Romani 5:18); nota bene che è chiamata giustificazione che dà vita appunto perchè vivifica chi la riceve. E questa giustificazione si può ottenere soltanto mediante la fede nel suo nome. Noi l’abbiamo ottenuta e ti possiamo assicurare che essa ci ha dato vita, quella vita che noi prima non avevamo essendo anche noi morti nei nostri vecchi peccati. Ma grazie siano rese a Dio che ha avuto pietà di noi, pietà delle nostre iniquità che ha cancellato in un istante mediante il sangue di Cristo. Ora possiamo dire con assoluta certezza che eravamo morti, ma ora viviamo a cagione di Cristo.
Essere salvati significa essere stati liberati dalla schiavitù del peccato infatti Paolo scrisse ai credenti che erano a Roma: “Ma sia ringraziato Iddio che eravate bensì servi del peccato, ma avete di cuore ubbidito a quel tenore d’insegnamento che v’è stato trasmesso; ed essendo stati affrancati dal peccato, siete divenuti servi della giustizia” (Romani 6:17-18). Questa liberazione, anch’essa ottenuta mediante la fede in Cristo, è una cosa che si sente profondamente; e permette a chi l’ha ricevuta di poter dire con assoluta certezza di non essere più schiavo dell’iniquità, del vizio e della concupiscenza. Per spiegare questo concetto con un termine di paragone facilmente comprensibile, è come se un uomo dopo essere rimasto legato mani e piedi con delle grossi funi per lunghi anni ad un certo punto viene qualcuno che spezza quelle funi ed egli riacquista la libertà di movimento. E’ come se uno schiavo, sottoposto per anni ad una dura e aspra servitù da parte del suo padrone, ad un certo punto, ha riacquistato la libertà in virtù del fatto che qualcuno è venuto e lo ha affrancato gratuitamente da quel giogo. Non pensi che un essere umano che sperimenta una tale liberazione, possa dire con assoluta certezza di essere stato liberato? Certo, e così è di chi sperimenta la liberazione dal peccato mediante la fede in Cristo Gesù, egli si sente finalmente libero da quel giogo del peccato che con le sue forze non avrebbe giammai potuto spezzare perchè più forte di lui. Non illuderti, “chi commette il peccato è schiavo del peccato” (Giovanni 8:34), e questo lo domina, lo vince, lo sopraffà perchè più forte di lui, e può essere liberato da esso solo da Gesù Cristo, e se Lui fa liberi si è veramente liberi (cfr. Giovanni 8:36). Noi che abbiamo sperimentato questa liberazione attestiamo che le cose stanno veramente così.
Essere salvati significa pure possedere la vita eterna secondo che è scritto: “Chi crede ha vita eterna” (Giovanni 6:48) ed anche: “Io v’ho scritto queste cose affinché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figliuol di Dio” (1 Giovanni 5:13). Quindi chi è salvato è anche sicuro che quando morirà continuerà a vivere con il Signore in cielo, perchè questa è la dimora in cui vanno i salvati. Gli apostoli che erano degli uomini salvati avevano questa certezza, ecco quello che dicevano: “Noi siamo dunque sempre pieni di fiducia, e sappiamo che mentre abitiamo nel corpo, siamo assenti dal Signore (poiché camminiamo per fede e non per visione); ma siamo pieni di fiducia e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e d’abitare col Signore” (2 Corinzi 5:6-8). Come puoi vedere anche in questo caso la fede è al centro di tutto, infatti la vita eterna come la giustificazione e la liberazione dal peccato si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù. Avere la vita eterna naturalmente significa non avere più paura della morte. Che paura può avere infatti un uomo di un evento che segnerà il suo passaggio da questa vita ad una vita migliore? Nessuna. Ecco perchè l’apostolo Paolo chiamava il morire “guadagno” (Filippesi 1:21) e diceva di avere il desiderio di partire dal suo corpo, perchè sapeva di andare con Cristo che era una cosa di gran lunga migliore di vivere su questa terra, perchè là in cielo non ci sono più dolori e sofferenze, perchè regnano una gioia e una pace perfetta. Il contrario di quanto invece accade nell’altra dimora ultraterrena che è l’inferno, dove vanno le anime dei perduti, di coloro che muoiono nei loro peccati, infatti all’inferno regna il caos, e c’è il pianto e lo stridore dei denti (così ha detto Gesù Cristo e noi lo crediamo fermamente). Luogo terribile quindi, nel quale sei diretto anche tu che ancora sei morto nei tuoi peccati, perduto e schiavo del peccato. Forse non sapevi neppure che esisteva questo luogo terribile per le anime dei perduti, lo scopri solo adesso, ma comunque avevi lo stesso paura della morte perchè non sapevi che cosa ti aspettava dopo morto, eri certo che avresti continuato a vivere ma non sapevi esattamente dove, e non sapevi se in questo luogo saresti stato bene o male; tutto questo ti riempiva di paura. Adesso quindi sai dove sei diretto, dove ti porta il tipo di vita che fai, le cose le sai, ma soprattutto sai che per scampare a questa terribile e orrenda fine devi sperimentare la salvezza che ti è offerta tramite Gesù Cristo, tramite la fede nel suo nome. Sì, perchè tu puoi essere salvato dalle fiamme dell’inferno solo credendo in Gesù Cristo.
Quindi per ottenere la salvezza è necessario credere in Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Ma attenzione, non semplicemente credere che Lui sia esistito, ma credere anche che Lui morì sulla croce per i nostri peccati e dopo tre giorni risuscitò dai morti, secondo le Scritture profetiche (infatti sia la sua morte che la sua resurrezione erano state predette da Dio, per mezzo dei suoi profeti, secoli prima che accadessero), e apparve vivente a tanti. Che si viene salvati mediante questa fede lo attesta sempre l’apostolo Paolo quando ricorda ai santi di Corinto l’Evangelo che lui gli aveva annunciato; ascolta quello che dice loro l’apostolo: “Fratelli, io vi rammento l’Evangelo che v’ho annunziato, che voi ancora avete ricevuto, nel quale ancora state saldi, e mediante il quale siete salvati, se pur lo ritenete quale ve l’ho annunziato; a meno che non abbiate creduto invano. Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti. Poi apparve a Giacomo; poi a tutti gli Apostoli; e, ultimo di tutti, apparve anche a me, come all’aborto” (1 Corinzi 15:1-8). Quello dunque che devi fare per essere salvato è credere, soltanto credere in queste cose. “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato” (Atti 16:31), ecco la buona notizia che ti reco nel nome del Signore a te che ancora sei perduto.  Se sei un Cattolico Romano quindi, non devi sforzarti di essere buono o bravo per essere salvato; non devi fare pellegrinaggi, non devi fare elemosine, recitare meccanicamente delle preghiere rivolte ora a questo ora a quell’altro santo, non devi fare digiuni, non devi andare a messa, non devi andare a confessarti dal prete almeno una volta all’anno, non devi mortificare la tua carne e fare tante altre cose; e se sei un Testimone di Geova non devi andare di casa in casa a portare la rivista della Torre di Guardia che per altro contiene eresie di perdizione; tutte queste cose non ti servono proprio a nulla, è tempo sprecato compierle, non possono recarti alcun giovamento. Il prezzo della tua salvezza l’ha già pagato appieno Cristo Gesù quando morì sulla croce e versò il suo prezioso sangue; a te non rimane altro da fare che accettare la salvezza che lui ha acquistato con il suo sangue, accettare questo così grande dono che Lui ha voluto farci venendo in questo mondo. Lui che era nella gloria presso il Padre suo, Lui che era in forma di Dio, volle infatti venire in questo mondo prendendo la forma di servo e divenendo simili agli uomini, per umiliarsi fino a dare se stesso sulla croce per i nostri peccati, per le nostre trasgressioni; in altre parole per donarci per mezzo del suo sacrificio la remissione dei peccati, la giustificazione che dà vita, la salvezza eterna.

Ascolta, o uomo, oggi leggendo questo mio scritto, sei venuto a conoscenza in quale terribile situazione ti trovi davanti a Dio, dove sei diretto dopo morto, ma anche quello che devi fare per uscire da questa terribile situazione in cui ti trovi ed essere così anche tu salvato dal peccato e dalla perdizione eterna. E non solo, sei venuto a conoscenza di quello che Gesù Cristo ha fatto anche per te per salvarti dal peccato e dalla perdizione eterna, Egli infatti è morto sulla croce per i nostri peccati, Lui che non aveva conosciuto peccato e che aveva sempre procacciato il bene del suo prossimo. Lui, il Giusto, soffrì per gli ingiusti, per condurli a Dio; Lui, il Santo, soffrì per i peccatori per riconciliarli con Dio mediante la sua morte sulla croce. Adesso, quindi, riconosciti ingiusto e peccatore davanti a Dio, lo sei, devi solo riconoscerlo, lo so è umiliante fare questo, ma sappi che ti umili davanti a Colui che è il Santo, a Colui che è il tuo Creatore, e poi pentiti dei tuoi peccati che hai commesso in abbondanza fino a questo momento; non importa se agli occhi tuoi questi peccati possano apparire piccoli o grandi, gravi o meno gravi, confessali a Dio (Egli ti ascolta), con il fermo proponimento di abbandonarli una volta per sempre. E poi credi in Gesù Cristo, cioè come ti ho detto prima, credi che Egli è morto sulla croce per i nostri peccati, sepolto e risuscitato dai morti. Credi questo con tutto il tuo cuore, è la verità che ti può rendere libero una volta per sempre dalla schiavitù del peccato. Non indurire il tuo cuore, avresti solo da rimetterci, avresti solo da perderci, eccome se hai da perderci, perderesti l’anima tua che dopo morto andrebbe all’inferno e poi alla resurrezione saresti giudicato e condannato anima e corpo al fuoco eterno. Non persistere nella tua durezza di cuore, ti accumuleresti solo un tesoro d’ira, apri invece il tuo cuore all’amore della verità per essere salvato. Prendi la giusta decisione, la decisione più importante della tua vita, quella di accettare la salvezza di Dio.

[Tratto dal libro di Giacinto Butindaro V.D.M.: "Messaggi per chi ancora non conosce Dio"]


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