Vanja racconta come sono gli Angeli da lui veduti in visione

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Kerc, 30 giugno 1972:

“Vi saluto tutti con il grande amore di Gesù. Vi scrive Vanja, il vostro più piccolo fratello in Cristo. Posso mandarvi ancora questa lettera liberamente e informarvi che, dopo il felice incontro con Sergej, se la sono presa con me più di una volta. Ero comunque contento; quando non c'è né burrasca, né vento capita di annoiarsi, sono ormai abituato a qualsiasi tempesta.

Come è meraviglioso e stupendo là, lontano dalla terra, che beatitudine c'è là! Fratelli, andate tutti avanti, non abbiate paura, anche se per raggiungere il Cielo vi toccherà passare attraverso il fuoco. Se al mondo amate qualcosa o qualcuno più di Gesù, non potrete seguirlo.

Adesso vi scrivo come sono gli Angeli e, se rimarremo fedeli sino alla morte, anche noi saremo simili a loro. Volevo vedere gli Angeli e li ho visti, ho visto come erano vestiti e ve l'ho raccontato; ma i loro corpi non sono come i nostri, non impediscono di guardare oltre. Li guardi e la loro trasparenza permette di vedere come attraverso il vetro e all'interno e all'esterno sono puri, puri come cristallo, come uno specchio. Si può vedere tutto dentro, perché non hanno alcun peccato, alcuna macchia. Questi corpi spirituali un giorno li avremo anche noi e potranno vedere tutto, Gesù, gli Angeli, il Padre Celeste e allora conosceranno il pensiero gli uni degli altri. Che felicità, che purezza, che amore regnano là, come sono tutti puri, puri! Anche a lustrarlo, il vetro sarà sempre meno limpido di quei corpi.

Attendo con ansia la vostra risposta e auguro a tutti di proseguire verso la patria celeste…”

Vanja Moiseev

[Citazione delle pagine 172 e 173 del libro ”Vanja e gli Angeli”, di Pia Maria Vincenti Guzzi, Editrice Uomini Nuovi, seconda edizione: novembre 1994]

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