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Apologia

Nicola Martella si è lagnato, perché Giacinto Butindaro ha scritto in difesa del profeta Agabo, confutando le sue accuse mosse a quel profeta di Dio. Contro tali lagnanze mi sono trovato sospinto a scrivere, in quanto le ho trovate ingiustificate.

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"Or in que' giorni, scesero de' profeti da Gerusalemme ad Antiochia. E un di loro, chiamato per nome Agabo, levatosi, predisse per lo Spirito che ci sarebbe stata una gran carestia per tutta la terra; ed essa ci fu sotto Claudio." (Atti 11:27,28)


Schiacciamo le pulci, allontaniamo gli elefanti dal nostro villaggio e cavalchiamo i cammelli nel deserto

Introduzione

Questo scritto è nato in risposta alle lagnanze di Nicola Martella (fustigatore sul web degli scandali perpetrati dai pentecostali), dopo che è stato svergognato dal dottore della Parola, Giacinto Butindaro, a riguardo delle falsità che Martella ha lanciato contro il nostro caro fratello Agabo, profeta dell’Iddio vivente.
La confutazione del fratello Giacinto ha manifestato quanta ignoranza nella conoscenza della Parola di Dio alberghi nel cuore di Nicola Martella, è stata così evidente, così elefantiaca che a mio parere dovrebbe chiedere scusa a tutti coloro che ha traviato con i suoi ragionamenti.
In seguito a ciò, assecondando la sua natura orgogliosa e superba, non ha ammesso la correzione ai palesi errori biblici, ma si è scagliato furiosamente contro la persona che lo ha giustamente confutato, mostrando ulteriore stoltezza nel parlare e nell’operare.

(Proverbi 12:1) “Chi ama la correzione ama la scienza, ma chi odia la riprensione è uno stupido.”

Dall’abbondanza del cuore la bocca parla.


Bisogna liberarsi anche dalle pulci, non solo degli elefanti.

Fratelli nel Signore, oggi stiamo assistendo a dibattiti che riguardano le dottrine della Bibbia, ci sono coloro che insegnano cose sbagliate e altri che dimostrano biblicamente che tali cose sono sbagliate.


Il buon senso vuole, oltre che lo Spirito santo e l’amore per la verità, che colui a cui vengono addebitati falsi insegnamenti si difenda e dimostri con la Scrittura di avere ragione.

Invece, fratelli, cosa fanno costoro che sono stati confutati? cominciano a sbraitare CONTRO LA PERSONA CHE LI HA CONFUTATI, tralasciando il merito del dibattito, cioé la verità della Parola; questi si mettono ad offendere e lanciano appellativi più o meno offensivi contro la persona che li ha confutati.
Tale comportamento è comprensibile, perché non avendo argomentazioni bibliche a loro favore, cercano di sminuire la persona che li ha confutati, in modo da far sorgere il dubbio su coloro che leggono.
E’ una tattica del maligno, il principio utilizzato è: “se non riesci a dimostrare di avere ragione, cerca almeno di confondere i lettori in modo da averne meno danno possibile.”
La conseguenza che costoro si attendono è che i lettori di parte e quelli meno attenti, si fanno confondere e il germe del dubbio è gettato nel loro cuore, quindi non leggono in modo fiducioso quanto scritto e diffidando, o non accostandosi per niente all’argomento, sono perciò allontanati dalla verità.

Tale condotta risulta ancor più grave se a compierla sono coloro che a loro volta hanno basato la loro fama e presenza sul web sulla CONFUTAZIONE DEI PENTECOSTALI (anche se li chiamano in altri modi sempre pentecostali sono, sempre di lingue, di doni spirituali e di ministeri si argomenta e su di essi dissentono).

Ora, fratelli, giudicate da voi stessi, se è giusto CONFUTARE GLI ALTRI e PRETENDERE di non essere CONFUTATI?
Non vi pare che sia una palese contraddizione?

Riflettete, fratelli, riflettete!

Poi, fratelli, a mio parere è una manifestazione di puerilità quando una volta che sono stati confutati, cominciano a gridare CONTRO COLUI CHE LI HA CONFUTATI: “MA ANCHE TU SEI IMPERFETTO!”
Ma certo, che tutti i santi sono imperfetti, ma differiamo gli uni gli altri per unzione e per conoscenza della Parola di Dio, ed ognuno mette a disposizione della comunità italiana dei cristiani evangelici ciò che sa, poi sarà lo Spirito santo a guidare ciascuno nella verità.

Un’altra cosa che usano fare questi personaggi dai comportamenti puerili è rivolgersi alla natura citando pulci, elefanti e cammelli, ma lo fanno deviando la verità dei fatti, associando figure della natura alle dottrine in modo da creare nella mente del lettore le associazioni che più sono a loro convenienti, distogliendoli dal punto capitale delle cose che si stanno dicendo.

Considerato ciò, anch’ io, fratelli, voglio far ricorso alla natura, ad un animale: alla scimmia; essa è un animale con una vita sociale e tra le cose che fanno c’è quella di togliersi le pulci le une dalle altre, si puliscono da quegli insetti fastidiosi, ed è una cosa buona.
Similmente dobbiamo fare noi fratelli in Cristo, stimolarci gli uni gli altri a perseverare nella verità e riprendendoci in modo da emendare la nostra condotta e perfezionando la nostra conoscenza.

Ora, immaginatevi, se è un bene per una scimmia vietare alle altre di togliere loro le pulci, ne avrà un bene od un danno?
Non è forse un bene togliere e farsi togliere le pulci? Certo che lo è! E’ la natura che ce lo insegna, quella stessa natura a cui costoro fanno ricorso, ma ne rinnegano l’esempio e l’insegnamento.

Fratelli, un’altro animale che viene citato per gettare fumo negli occhi ai lettori è il cammello, con un chiaro riferimento a quanto ha detto Gesù agli scribi e farisei:
(Matteo 23:24) “Guide cieche, che colate il moscerino e inghiottite il cammello.”
Solo che costoro dimenticano una cosa importante, il Signore Gesù nel citare il cammello ha anche spiegato a più riprese cosa Lui riteneva per moscerino e cosa PER CAMMELLO.
Quindi, se costoro accusano un altro di filtrare il moscerino e inghiottire il cammello devono assolutamente, per amore della verità e completezza di argomentazione, mostrare a tutti cosa sia il moscerino e cosa sia il cammello.
Senza questa specificazione, il discorso che si fa è solo aceto per i denti e fumo negli occhi.

Costoro, privi di quella sapienza e di quella conoscenza biblica di cui tanto si vantano, quando vengono ripresi e svergognati davanti a tutti, cominciano a vaneggiare, a difendersi con la loro sapienza carnale e filosofia umana, e la loro difesa appare così grossolanamente goffa e piena d’mpaccio che è così visibile a tutti e da tutti deprecabile.

L’unica cosa che certuni manifestano è che hanno una ignoranza nella conoscenza della Parola di Dio che è ELEFANTIACA. E noi, dal nostro villaggio, dal nostro cuore e dalla nostra mente, cacciamo via questo elefante, desideriamo attenerci strettamente alla Parola di Dio e rigettare la falsa conoscenza filosofica, che non fa altro che confondere i credenti.
Questi personaggi sono facilmente riconoscibili in quanto usano un linguaggio complesso, non comprensibile ai più; lo fanno per creare una situazione di inferiorità culturale nei confronti del lettore, senza tener conto che che Gesù parlava in modo semplice per essere compreso dai fanciulli e dagli anziani.
Fratelli, diffidate di coloro che non sono semplici nel parlare e usano la filosofia e la loro conoscenza carnale per farvi sentire inferiori e creare quella soggezione nei vostri confronti. Essi non amano dialogare con fratelli a loro superiori nella conoscenza biblica, infatti li schivano e li denigrano, perché si sentono sicuri solo con coloro a cui possono mostrare la loro superiorità culturale (non superiorità biblica, che non c’è, ma quella culturale).

Pensate, diletti nel Signore, che costoro si permettono pure di venderle queste loro “perle elefantiache d’ ignoranza”, e i fratelli, ahimè, li comprano e si abbeverano dell’ignoranza elefantiaca (gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date).

Per concludere questa arringa difensiva contro quei sedicenti dottori fattisi secondo le loro stesse voglie, creatisi studiando filosofia, diciamo che è cosa buona davanti a Dio togliere dalla chiesa non solo le pulci, piccole in grandezza ma molto fastidiose, ma anche gli elefanti; bisogna, insomma, emendare la chiesa da tutte quelle impurità dottrinali e comportamentali sia piccole che grandi, non solo da quelle grandi.

A Dio siano la gloria, l’onore e la lode in sempiterno, che ancora oggi stabilisce i suoi profeti, veri profeti.

Salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù: Giuseppe Piredda

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