
“La Costituzione, la Convenzione europea dei diritti dell’ uomo, il nostro codice penale parlano chiaro. Non c’è diffamazione a mezzo stampa se:
- se è espressa “in forma civile nell’esposizione dei fatti e nella valutazione”. Al diritto di critica è concessa qualche licenza in più. Può essere esercitato “con toni aspri, duri, enfatici, impietosi, dissacranti”. E nel valutare le espressioni usate “non si può prescindere da un esame globale del complesso dell’argomento trattato”.”
[Tratto da un articolo di: "le inchieste di Repubblica, a riguardo di una sentenza di un tribunale monocratico, in merito ad una querela per diffamazione a mezzo stampa (inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/09/13/n...)]
Ciò che pubblichiamo sulle nostre pagine web, rientra “nella lecita manifestazione del diritto di critica al potere RELIGIOSO e a chi ricopre posizioni di particolare responsabilità pubblica in mezzo alle CHIESE”.
In definitiva, non solo ciò che facciamo è conforme alle LEGGI DIVINE, alla volontà di Dio, ma è conforme pure alle leggi umane vigenti, le quali ci permettono di fare ciò che facciamo.
Tutti coloro che gridano alla diffamazione e che vorrebbero denunciarci per diffamazione, dovranno aspettare tempi PEGGIORI, cioè tempi in cui non ci sarà più la libertà di stampa, di cronaca e di critica.
Per ora, sopportateci così come siamo, perchè continueremo a riprendere, ad esortare e a sgridare tutti coloro che ricoprono cariche pubbliche religiose, che operano contro la verità della Parola di Dio e scandalizzano, conducendosi in modo sconveniente e scandaloso.
Giuseppe Piredda, salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù.